Società
Il lutto
L’ex maresciallo si è spento a 85 anni: nel 1967 partecipò alla cattura di Pietro Cavallero, leader della famigerata banda criminale
22 Giugno 2026
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13:00
VOLPEDO - La comunità di Volpedo e il mondo dell'Arma piangono la scomparsa di Luigi Morabito, maresciallo ordinario in congedo, deceduto all'età di 85 anni. Per lungo tempo alla guida della locale Stazione dei Carabinieri, era una figura stimata e un punto di riferimento per il territorio. Una carriera lunga e radicata nella provincia Nato in Calabria, ad Ardore, nel 1941 Morabito era entrato nell'Arma nel 1958. La sua è stata una carriera lunga e radicata nella provincia alessandrina, segnata da momenti cruciali per la cronaca locale e nazionale. Tra i primi impegni significativi, il supporto logistico e i soccorsi durante le gravi alluvioni dell'autunno 1966, per cui ricevette un attestato di benemerenza dal Ministero della Difesa. L'anno successivo, nell'ottobre del 1967, il suo nome si legò a uno degli episodi più noti della cronaca nera dell'epoca: l'arresto nelle campagne di Giarole di Pietro Cavallero, capo della banda criminale che aveva terrorizzato Milano. Morabito, allora giovane carabiniere, partecipò all'ispezione del casello ferroviario abbandonato dove si nascondevano i latitanti, un intervento rischioso che gli valse la promozione ad appuntato per meriti di servizio. Il ricordo di Morabito nelle parole di chi lo ha conosciuto Nel corso degli anni ha prestato servizio al Nucleo Radiomobile di Alessandria e alle stazioni di Novi Ligure e Viguzzolo. Nel 1983 ha assunto il comando della Stazione di Volpedo, per poi guidare brevemente quella di Occimiano e, infine, l'Aliquota Operativa della Compagnia di Tortona fino al pensionamento, arrivato nel luglio del 1990. Chi lo ha conosciuto lo ricorda non solo per l'impegno professionale, ma anche per la sua umanità e per la prontezza nei momenti di emergenza. Durante gli anni passati a Volpedo si rese infatti protagonista del salvataggio di tre persone intrappolate in un'auto finita in un canale d'irrigazione a Castellar Guidobono dopo un incidente. Con la sua scomparsa, i colleghi e i cittadini perdono un uomo che ha interpretato il proprio ruolo con un forte legame con il territorio e un costante spirito di servizio verso la collettività.